Quelli che fanno la squadra solo se vanno in rete

Un social Network mette in relazione aspiranti giocatori di calcetto.
Rilevando di ciascun atleta doti tecniche e affidabilita’

repubblicathumb2Per quelli che vorrebbero giocare a calcetto ma nessuno li convoca. Ma anche per chi, invece, una squadra vorrebbe fondarla ed è deciso ad avviare una campagna acquisti.

Per gli uni e per gli altri la soluzione si chiama www.fubles.com, il social network che organizza partite. Ci si iscrive gratuitamente, si prenota un campo e poi si aspetta che altri utenti si aggreghino alla partita.
Ogni iscritto ha un suo profilo, ovvero una bacheca con figurina stile Panini e rete di amicizie modello facebook in cui sono consultabili le statistiche sulle partite giocate (con le volte in cui si e’ data buca) e i voti ricevuti da altri utenti-giocatori.
Un successo. In poco tempo i fublers sono diventati gia’ tremila (trecento donne). Organizzano sopratutto incontri di calcetto, anche se prendono quota basket, tennis, pallavolo e beach volley. Sono partiti dalla Lombardia, ma avanzano in Piemonte, Puglia ed Emilia.
Un’idea che funziona perché intercetta un fenomeno in crescita: il calcetto. Si è passati dai 767 mila giocatori del 2000 al milione e 300 mila del 2006 (fonte Istat). Il gruppo di età più numeroso è tra i 20 e i 34 anni anche se gli over 35, gli irriducibili, sono quasi quanto gli under 19. <<E’ un calcio più tecnico e spettacolare>> dicono alla Divisione Calcio a 5 della Figc, la federazione della categoria (2 mila società, 70 mila iscritti e una squadra nazionale), <<e oltretutto meno pericoloso>>.

Articolo di Daniele Castellani Perelli,
il Venerdi di Repubblica (pag. 113)


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